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Il Bonus Casa è stato rinnovato anche per il 2018, con agevolazioni fiscali che comprendono diversi interventi per migliorare l’efficienza energetica ed edilizia delle abitazioni.

Nel piano delle agevolazioni troviamo sia conferme sia novità, al fine di incentivare chi desidera comprare, progettare o rinnovare la propria abitazione, pensando sia al risparmio economico grazie alle nuove tecnologie, sia al rispetto per l’ambiente ed il decoro urbano. Le percentuali di risparmio variano a seconda dell’intervento e vedremo nel dettaglio le opportunità e le modalità di accesso alle detrazioni.

Bonus Ristrutturazioni

È sicuramente il bonus più richiesto, considerato lo stato attuale del parco edilizio italiano. Molte abitazioni e condomini richiedono un ammodernamento sia strutturale sia energetico e, considerando che entro il 2021 l’Europa ci chiede di rendere efficienti le nostre case, bisogna approfittarne per far si di poter rispettare quelle indicazioni.

Per i lavori di ristrutturazioni effettuati entro il 31 dicembre 2018, si può beneficiare di una detrazione del 50% sulle spese con un tetto massimo di 96.000€ ad appartamento. La stessa percentuale e  le medesime modalità valgono anche per i condomini, che nella legge di bilancio 2018, hanno avuto un’ulteriore conferma dell’attenzione a questo tipo di strutture, con snellimento delle procedure ed in alcuni casi percentuali di detrazioni più alte.

I lavori che rientrano nel bonus di ristrutturazione riguardano interventi  di manutenzione ordinaria e straordinaria. Tra i lavori di manutenzione ordinaria rientrano:

  • l’installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche
  • ristrutturazione di scale interne
  • recinzione di aree private
  • tutti gli interventi che hanno come obiettivo il risparmio energetico.

Nell’ambito dei lavori di riqualificazione edilizia, c’è anche la detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Prorogato fino al 31 dicembre 2018, il bonus mobili prevede un rimborso del 50% con una spesa massima di 10.000€.

Ecobonus

Per gli interventi che riguardano il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, le percentuali di detrazione variano rispetto agli interventi di riqualificazione e ristrutturazione.

In alcuni casi infatti si può arrivare al 65% di bonus se si installa ad esempio una caldaia a condensazione di Classe A insieme a sistemi di termoregolazione tecnologicamente avanzati. Negli altri casi il bonus scende al 50%. Lo stesso discorso vale per infissi e serramenti che favoriscono l’isolamento delle abitazioni.

I tetti di spesa per l’Ecobonus sono diversi: per la riqualificazione energetica degli immobili la spesa massima è di 100.000 euro; per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale è di 30.000€; per l’istallazione di pannelli solari è di 60.000€; per gli interventi di isolamento termico su pareti, finestre e serramenti la spesa massima è di 60.000€.

Bonus Verde

Tra le novità del decreto 2018 c’è il Bonus Verde, che riguarda la sistemazione delle aree verdi private e condominiali.  La percentuale detraibile è del 36% su un tetto di spesa di 5.000€. Rientrano nel bonus sia i lavori di progettazione sia quelli di manutenzione per giardini, terrazzi e pertinenze.

Il bonus è cumulabile con altri lavori di ristrutturazione ed è rivolto anche ai possessori di immobili che hanno valore storico e che sono vincolati dal Ministero delle Attività e dei Beni Culturali e del Turismo (Mibact).

Sismabonus

Un’importante novità della Legge di Bilancio 2018 è l’estensione dell’agevolazione per gli interventi di adeguamento sismico degli immobili fino al 2021. Un provvedimento mirato a ridurre il gap strutturale che in molte zone ad alta sismicità crea situazione di criticità. Lo abbiamo purtroppo attestato durante gli ultimi tragici eventi tellurici.

Le detrazioni per questo tipo di interventi sono molto alte e sono rivolte a tutti i proprietari sia di prima sia di seconda casa ubicate in zone classificate con rischio sismico da 1 a 3. Il tetto di spesa per i lavori di adeguamento sismico è di 96.000 euro e la percentuale di bonus varia a seconda della riduzione di rischio sismico. Nel caso di abitazioni singole, la detrazione è pari al 70% per il passaggio di una classe rischio e dell’80% per il passaggio di due classi di rischio.

Per quanto riguarda i condomini, le agevolazioni hanno una detrazione dell’75% nel primo caso e dell’85% nel secondo caso.
Rientrano nel bonus anche le spese per la valutazione del rischio e la successiva classificazione dell’immobile.

Bonus Acquisto della prima casa

La legge di bilancio, oltre ad incentivare gli interventi di riqualificazione degli immobili già esistenti, ha introdotto diverse novità anche per l’acquisto della prima casa, agevolando principalmente le giovani coppie e i giovani in generale, tenendo conto dell’atipicità lavorativa e della mancanza di garanzie per mutui ed altre agevolazioni.

Per accedere al bonus, vi sono diversi parametri da rispettare. Innanzitutto l’acquirente non deve possedere altri immobili sul territorio italiano. L’appartamento oggetto della vendita non deve essere classificato al catasto come:

  • abitazione signorile (A1)
  • abitazione in villa (A8)
  • castello o palazzo storico (A9)

Ulteriore criterio di valutazione è la residenza: l’acquirente deve risiedere o lavorare nello stesso comune in cui è ubicato l’immobile o deve acquisire la residenza entro i 18 mesi dall’acquisto. Solo in caso di residenza all’estero, dimostrabile attraverso l’iscrizione al registro AIRE, può comunque richiedere l’agevolazione. Il bonus riguarda il risparmio sull’imposta di registro, calcolabile sul valore catastale dell’immobile, e lo sconto dell’IVA.

Per le coppie under 35, i giovani under 35 con un contratto di lavoro atipico, i nuclei familiari monogenitoriali con un figlio minore e per i conduttori di alloggi di proprietà di istituti autonomi e case popolari, vi è anche la possibilità di accedere al Fondo di Garanzia per i Mutui prima casa. Si può richiedere un fondo di garanzia per acquisti fino a 250.000€ per i quali lo stato copre fino al 50%. La banca, una volta ottenuto l’accesso al fondo di copertura, non richiederà più garanzie. Questa ulteriore agevolazione è assolutamente compatibile con il bonus prima casa e si può richiedere in contemporanea rispettando i requisiti sopra indicati.

Affitti con cedolare secca

Le agevolazioni fiscali sono confermate anche per i proprietari che stipulano un contratto d’affitto con cedolare secca. Il bonus prevede l’applicazione di un’aliquota sostitutiva, fissa ed agevolata che si applica al 10% sugli affitti a canone concordato e al 21% per gli affitti a canone libero. La legge di stabilità ha prorogato l’agevolazione fino al 31 dicembre del 2019. Dal 1° gennaio 2020, la percentuale passerà al 15%.

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