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Riqualificazione energetica di edifici esistenti: come funziona?

Aiutare il pianeta con il risparmio di risorse: ecco cosa serve per la riqualificazione energetica di edifici esistenti.

Il problema ambientale sta diventando sempre più grande. Le soluzioni da mettere in atto, ormai, devono essere immediate e non lasciar passare troppo tempo. Risparmiare energia è importante e utile all’interno del progetto che prevede la salvaguardia del pianeta Terra. Ciascuno di noi può fare la sua parte, iniziando dalla propria abitazione.

Tu sai a quale classe energetica appartiene la tua casa? Nel caso in cui fosse bassa, è possibile alzarla grazie a specifici interventi di riqualificazione energetica.

Riqualificazione energetica: che cos’è?

Per ridurre il fabbisogno energetico di un edificio sono necessari alcuni interventi che riguardano sia l’involucro edilizio, sia la componente di impianti. Queste tipologie di lavori prendono il nome di riqualificazione energetica.

Data la sua natura green friendly, la riqualificazione energetica degli edifici già esistenti è fortemente incentivata anche a livello normativo. Se già normalmente, il Bonus Casa prevede delle sovvenzioni e degli aiuti per chi decide di iniziare dei lavori del genere, oggi è ancora più semplice. Per aiutare il mercato a ristabilirsi dopo il colpo causato dalla pandemia di Covid-19, lo Stato ha previsto nel Decreto Rilancio un bonus per chiunque effettui operazioni di riqualificazione edilizia. La detrazione fiscale di cui si potrà godere sarà pari al 110%!

Momento migliore per iniziare lavori simili non c’è!

La classe energetica della tua casa

Prima di iniziare lavori di riqualificazione, è opportuno conoscere la classe energetica della tua casa. Essa indica quanto la dimora consuma sulla base di parametri funzionali e strutturali e ne classifica la prestazione energetica. È molto importante conoscere la classe energetica della propria abitazione per sapere quale impatto ambientale ha sull’ambiente circostante.

La classe energetica è stata regolamentata da diverse leggi nel tempo. Il più recente è il DM 162/15, ma è dal 2005 che questa certificazione è obbligatoria per tutti gli edifici. L’obiettivo di queste norme è quello di ridurre lo spreco di energia e di favorire delle soluzioni alternative a basso impatto ambientale.

Per indicare la classe energetica si usa una scala suddivisa in livelli. Ognuno di questi viene denominato con una lettera dell’alfabeto. Si va dalla G (la classe meno performante) alla A (la più alta). Quest’ultima si divide poi in 4 settori: la A1, la A2, la A3 e la A4. Man a mano che si procede, i consumi diminuiscono.

Come si assegna la classe energetica a una casa

Per legge, ogni edifici deve essere in possesso di un APE, l’Attestato di Prestazione Energetica rilasciato da un tecnico abilitato. Il tecnico, per assegnare una classe energetica all’edificio, valuterà:

  • la qualità dei materiali utilizzati nella struttura;
  • la qualità degli infissi;
  • uso delle fonti di energia rinnovabile;
  • interventi di ristrutturazione che hanno apportato migliorie alla casa.

Sono questi gli stessi settori da tenere in considerazione quando si opera una riqualificazione energetica di un edificio esistente, perché sono quelli dove bisogna intervenire per migliorare le prestazioni energetiche dello stesso.

La riqualificazione energetica sulla componente edilizia

Intervenire sulla componente edilizia di un edificio significa contenere le dispersioni di energia. Come si può fare? Grazie all’isolamento termico delle pareti perimetrali, dei tetti e dei solai.

Sono soprattutto gli edifici di lunga data ad avere una trasmittente termica elevata. Bisogna fare attenzione ai serramenti delle finestre (quando sono troppo vecchi, portano a perdite di calore) e agli infissi, cambiandoli quando sono usurati. Questa situazione è negativa anche per il tuo portafoglio: il mancato isolamento ti costringe a usare il riscaldamento più di frequente e questo comporta non solo dei costi in bolletta, ma anche la dispersione di una notevole quantità di emissioni inquinanti nell’ambiente.

La soluzione migliore per isolare le pareti è la realizzazione di un cappotto termico. Esiste anche la tecnica dell’insuflaggio che consiste nel riempire i muri con un materiale termo isolante. Potrebbe trattarsi di perle in EPS additavate con grafite, di fibra di cellulosa, di lana minerale, di sugheri, ecc. Tuttavia, questo metodo non garantisce l’eliminazione dei ponti termici, assicurata, invece, proprio dal cappotto.

Per isolare il controsoffitto, invece, si può installare un impianto di meccanizzazione dell’area e delle bocchette per la ventilazione naturale degli ambienti.

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La riqualificazione energetica sulla componente impiantistica

Per alzare il livello energetico di un edificio, si possono compiere una serie di interventi volti a migliorare la performance degli impianti.

Anche in questo caso, gli edifici di lunga data sono quelli che consumano più risorse perché possiedono impianti tecnologicamente poco avanzati. Gli impianti che incidono maggiormente sui consumi energetici sono quello del riscaldamento, del raffreddamento e della produzione di acqua calda.

Interventi di riqualificazione energetica sugli impianti comprendono l’installazione di caldaie a condensazione e di pompe di calore per sostituire i climatizzatori obsoleti. Molto utili sono anche i sistemi di termoregolazione, le valvole termostatiche, i contabilizzati energetici, le pompe a velocità variabile e i sistemi di telecontrollo.

Per migliorare la prestazione energetica del proprio edificio, i fotovoltaici costituiscono una buona idea. Esistono anche i sistemi di microcogenerazione che producono energia termica ed elettrica in maniera sostenibile. Inoltre, avere un impianto d’illuminazione a base di LED consente di risparmiare molto a livello energetico.

Per controllare i consumi è molto utile installare un sistema domotico per il controllo dell’energia. Grazie a esso puoi verificare e modificare gli impianti di sicurezza, le luci e le temperature anche da lontano. Si possono attivare sensori di movimento e di rilevamento, attivare gli elettrodomestici quando si è fuori casa e anche impostare automaticamente alcune funzioni domestiche. La tua abitazione sarà non solo tecnologica, ma efficiente e amica dell’ambiente.

Quanto costa investire nella riqualificazione energetica di edifici esistenti?

I costi degli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti variano a seconda del tipo di interventi da fare. Ovviamente, in base alla mole di lavoro, variano anche le tempistiche.

Al di là dei costi dei singoli lavori – per i quali è sempre meglio richiedere un preventivo a dei professionisti del settore -, ci sono delle grandi agevolazioni di cui si può godere. I tempi burocratici e di cantiere sono abbastanza lunghi, ma questo non significa che non siano lavori utili.

Quindi, pensaci! Una bella riqualificazione energetica nel 2020 è quello che ci vuole!

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